giovedì 12 gennaio 2012

La storia dei 2 Mario: dal 1992 ad oggi la scalata di 2 banchieri che ora ci governano

Con Draghi in Europa e Monti In Italia rischiamo che la profezia dei Maya si avveri!
Il problema è che dopo il lungo governo Berlusconi, agli Italiani tutto sarebbe andato bene: solo che Berlusconi ha anestetizzato il Paese senza operarlo, Monti, con l'assistente Draghi, ha operato il Paese senza anestesia.
Meditate!

J'accuse!

La casta si autoassolve: Cosentino e la Corte Costituzionale, vale a dire "un brutto affare"
Nulla è cambiato: la politica mostra gli artigli, ricatta il governo e come una belva ferita contrattacca.
I cittadini che hanno firmato per il referendum contro la legge Porcellum sono stati beffati in nome di un'alleanza fatta ad hoc per non andare al voto secondo la volontà popolare che avrebbe spazzato via la logica tritatutto di Lega, PDL, PD, Terzo Polo.
I cittadini, che hanno creduto in un moto d'orgoglio del Parlamento, sono stati beffati con il no alla carcerazione di Cosentino in nome di una tenuta della maggioranza, cozzaglia di soggetti che non hanno più identità e dignità, ma che sanno bene come difendere i propri interessi.
Con il voto di oggi, il governo del Presidente ..... della Repubblica è salvo: quanto questo voto alimenterà l'insofferenza dei cittadini verso la politica? Noi riteniamo, come già più volte scritto su questa pagina, che non solo i politici non servono più, ma quelli che sono rimasti e non vogliono andarsene, fanno solo danni alla  morale di un paese.
Ringraziamo, quindi, per il voto di oggi, a scrutinio segreto, la Lega, il PD, il Pdl e il Terzo Polo.
Se ci siamo illusi che qualcosa potesse cambiare, subito ci hanno pensato i partiti e la Corte Costituzionale a ricordarci che nulla possiamo.

Ce lo ricorederemo quando e se dovremo andare a votare .
L'unica voce fuori dal coro parlamentare è stata quella di Di Pietro, ma  temiamo che sia rimasto  proprio  solo nel grande circo  di quella politica.

P.S. per rimanere in tema di mafia e antimafia, Giovanni Impastato ci informa che, da quando è stato riaperto il caso del fratello Peppino per i depistaggi sulla sua morte, ha subito una serie di attentati.

Meditate!

lunedì 9 gennaio 2012

Scritto da Com. Stampa SEGR.E PROV. PD–SEL–IDV–FED. DELLE SINISTRE

 
Per diverse settimane è stata alta l’attenzione di tutte le forze novaresi di centrosinistra rispetto alle nomine dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, vicenda che si è conclusa il 30 dicembre 2011 con i provvedimenti del Presidente della Giunta regionale Roberto Cota. Molti i segnali lanciati a diversi livelli politico-istituzionale affinché si tenesse conto, nell’individuare i cinque membri del Consiglio di Amministrazione, delle competenze e della territorialità evitando la solita spartizione di sedie. Oggi, alla luce del diffondersi della notizia, le reazioni del territorio non si sono fatte attendere e il grido di allarme del centrosinistra si è trasformato in forte preoccupazione perché il Cda che è stato confezionato da Cota appare decisamente funzionale, e non solo per appartenenza politica, ad una nuova politica circa le aree protette. Chi ha visionato i curricola dei candidati ha certo potuto osservare che la logica delle scelte non è stata quella delle competenze specifiche a partire dal Presidente Mario Marco Avanza, agricoltore che non risiede né opera nell’area, peraltro piuttosto estesa, del nuovo ente parco, proseguendo con Antonio Alessandro Bellan (presidente provinciale di Federcaccia), Adriana Balzarini e Paolo Nessa (assessori al comune di Verbania e di Romentino con deleghe che non riguardano l’ambiente) e Alberto Pilone (vicesindaco di Pombia). La precedente impostazione dei consigli di gestione dei parchi regionali ha sempre avuto la presenza di rappresentanti di tutti i Comuni territorialmente interessati, oltre ai rappresentanti di Regione e Provincia. La logica del cambiamento ha prodotto una Legge regionale ad hoc, come sottolinea il segretario provinciale della Lega Luca Bona, normativa che, diciamo noi, prevede un meccanismo blindato delle nomine degli organismi; il tutto per eludere il confronto con appartenenze e competenze diverse. E la Lega definisce tutto questo “trasparente”. Se fosse così non si verificherebbero i dissensi da parte dei Comuni che non si sentono rappresentati dal Consiglio di Amministrazione del Parco ed è ben comprensibile il disagio dei sindaci che, peraltro, in seno alla Comunità del Parco (organo di tipo consultivo) avevano sottolineato proprio il rispetto di rappresentanza della territorialità come criterio da osservare per le nomine. Cota ha probabilmente agito così in tutto il territorio regionale, ma nel novarese molti si chiedono come abbia potuto nominare addirittura come presidente un uomo, sicuramente con precisa appartenenza politica, ma non appartenente a quella vasta porzione di provincia e di comunità che da decenni ha maturato esperienze specifiche nell’ambito di aree tutelate riconosciute anche a livello europeo. Le consigliere regionali Giuliana Manica e Monica Cerutti hannno presentato interrogazioni urgenti per conoscere le motivazioni delle scelte di Cota. Quello che però appare evidente dalle repliche dell’Assessore regionale Casoni e dai commenti del Presidente Cota riportati da La Stampa il 7 gennaio, è che si sia voluto fare piazza pulita rispetto ai precedenti amministratori “basta con l’autoreferenzialità, basta con la volontà di tutelare posti e privilegi” (Roberto Cota) per poter così rivedere profondamente le politiche di intervento del Parco del Ticino e del Lago Maggiore. La discontinuità con il passato è assoluta: “sino ad oggi i parchi sono stati solo costi vivi.” Obiettivi: produrre reddito e favorire investimenti di privati (Casoni). L’ottimizzazione delle risorse, accorpando le diverse realtà in un unico Ente necessita, secondo noi, uno sforzo considerevole in termini di conoscenze, capacità e competenze nel settore specifico. Le forze novaresi di centrosinistra hanno espresso in passato competenze importanti in questi ambiti, a cominciare dai Presidenti Pietro Mocchetto e Sergio Vallini e tanti altri collaboratori; sono figure che meritano il ringraziamento delle nostre comunità per il lavoro svolto e che vanno ringraziate anche per aver offerto la propria disponibilità, purtroppo non raccolta, a collaborare nel nuovo Ente. Vigileremo con grande attenzione sull’operato del Cda che, quale esito di forti tensioni interne al centrodestra (tre posti al Pdl e due alla Lega) non può che destare forti e reali preoccupazioni per il futuro dei nostri parchi naturali.

Che cosa è cambiato da 2 mesi a questa parte? In attesa della profezia dei Maya, ascoltiamo l'unica voce in Parlamento fuori dal coro. La Lega non fa testo.

Illustrissimo Professor Monti,
come certamente Ella ricorderà, i Gruppi Parlamentari dell'Italia dei Valori hanno inteso conferire a Lei ed al Suo Governo una fiducia motivata, formalmente depositata in Parlamento, fondata su contenuti chiari, precisi ed inequivocabili.
Parte essenziale della nostra fiducia era basata sulla significativa decurtazione dei costi della politica e sull’equità sociale. L'opera di razionalizzazione istituzionale rappresenta, infatti, una “questione di credibilità” dinanzi all’Italia e non solo si rivela urgente sotto il profilo finanziario, ma si rende necessaria per tentare di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, vista la delicata fase che sta attraversando il Paese.
Nell'ambito delle Sue comunicazioni programmatiche, Lei ebbe a dichiarare che: «Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini, sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi».
Tale ineludibilità, Illustre Presidente, implica necessariamente un immediato, efficace e reale intervento in tal senso, partendo da tutto ciò che è possibile fare subito dando così al Paese il buon esempio. Le nostre proposte sono:
- Soppressione immediata delle Province con compiti, funzioni e personale dipendente da affidare a Comuni e Regioni;
- Diminuzione del numero dei deputati e dei senatori (complessivamente a 500), dei componenti dei consigli e delle giunte regionali;
- Riduzione di tutti i consigli di amministrazione delle società pubbliche mentre in quelle che hanno fatturati minimi vanno sciolti o ridotti ad un solo componente;
- Riduzione dell'indennità e soppressione degli assegni vitalizi per i membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, nonché il contestuale incremento delle dotazioni del fondo nazionale per le politiche sociali;
- Modifiche al rimborso delle spese per consultazioni elettorali;
- Soppressione del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, per la riduzione dei costi della politica;

- Soppressione dei rimborsi delle spese di viaggio e di trasporto per i parlamentari cessati dal mandato;
- Modifiche con tagli sostanziali alle sedi di rappresentanza delle regioni all'estero e all'istituzione di un 'Palazzo Italia' a Bruxelles;
- Taglio radicale della dotazione e l'uso di autovetture di servizio delle pubbliche amministrazioni;

E’ importante che la parola “equità” da Lei usata trovi una coerenza tra il dire e il fare del governo, in particolare sulla riduzione dei costi della politica, anche con provvedimenti legislativi urgenti.
Questo, nella piena consapevolezza che i cittadini, martoriati ed angosciati dalla perdurante crisi economica e dall’ultima manovra finanziaria, possano riscontrare un cenno di dignità da parte delle Istituzioni repubblicane. Sappiamo bene che alcuni provvedimenti non rientrano nelle competenze del governo, ma la maggior parte di essi possono essere presi in considerazione.
A tal proposito, allego alla presente l’elenco delle proposte da noi presentate in Parlamento.
Con i miei più cordiali saluti,

On. Antonio Di Pietro

venerdì 30 dicembre 2011

Al signor Presidente del Consiglio dei Ministri Senatore Mario Monti


Fra i problemi insoluti che ha ricevuto in eredità dai Governi che l’hanno preceduta c’è la decisione se acquistare o no dalla Lockheed Martin Aeronautics 131 Joint Strike Fighter 135. Costo della operazione 30.000.000.000.000 delle vecchie lire (sempre che il costo non sia aumentato).
Lei è stato chiamato a presiedere il Governo in un momento in cui il Paese deve affrontare – per risolverli – grandi ed indilazionabili problemi: rilanciare lo sviluppo economico, dare una speranza di futuro e di dignità (lavoro) a milioni di giovani e di donne e a quella schiera sempre crescente di padri di famiglia espulsi, non per colpa loro, dal processo produttivo, abbattere il debito pubblico e riequilibrare i conti: garantendo a tutti i cittadini una condizione di vita dignitosa.
Spendere quella enorme somma per acquistare 131 F 35 significherebbe andare nella direzione opposta. Significherebbe non lavorare per uscire dalla crisi ma aggravarla  ulteriormente.
E poi, perchè?
Perchè comprare 131  F 35 che, come Lei sa, sono cacciabombardieri - attrezzati anche con armi nucleari - da impiegare  “a supporto ravvicinato alle forze di terra in teatri altamente sensibili come quelli urbani.”  e che servirebbero, quindi, unicamente  per andare ad ammazzare persone inermi ed innocenti ed a distruggere case, ospedali, scuole, fabbriche?
No, signor Presidente, nel momento in cui si chiedono ai cittadini sacrifici da “lacrime e sangue” questa sarebbe una scelta socialmente e civilmente incomprensibile ed inaccettabile.
Quei 30.000.000.000.000 se investiti nella ricerca scientifica, nella scuola, nella università, in progetti di sistemazione idrogeologica in un Paese in cui basta che piova perché si determinino frane, crolli, morti, possono essere un contributo  a rendere “possibile” la riuscita di quel compito immane che il Paese ha dinnanzi.  Non certo se utilizzati per acquistare 131 F 35.
Per queste ragioni e con la convinzione che la Pace sia un valore assoluto e che senza Pace non può
esservi progresso, chiediamo che il Governo assuma formale decisione di non acquistare gli F 35