L'incontro con Mario Agostinelli previsto per questa sera è rinviato a data da destinarsi per festeggiamenti vittoria Centro-Sinistra a Milano, Napoli, Cagliari, Trieste, Gallarate, Arcore e.... NOVARA
E poi ci dicono che non sorridiamo mai! AH, AH, AH
lunedì 30 maggio 2011
venerdì 27 maggio 2011
Sol Levante riparte dal sol
Due notizie battute in queste ore e lanciate nel mondo dall’agenzia Reuters.
La prima riporta che a Roma in Parlamento il Governo pone la fiducia su un “provvedimento-trucco” che sospende per un anno l’attuazione del piano di ritorno del nucleare in Italia, per timore di andar incontro a una pesante sconfitta al referendum del 12 e 13 giugno. Incuranti di tutto, non solo del clima di ostilità che monta tra la popolazione, ma anche dello sconcerto seguito a Fukushima nel mondo scientifico e della riconsiderazione in corso sui piani energetici presso i Governi di Europa e del mondo, gli affari della lobby nucleare nostrana stravolgono le norme più elementari di democrazia, tacitano il Parlamento e vorrebbero privare il popolo della titolarità ultima sulle leggi della Repubblica. C’è in questa tracotanza tutta la debolezza di una scelta – il ritorno dell’atomo – fatta in alternativa alla diffusione e all’affermazione irreversibile delle fonti naturali, disincentivate invece e previste in quote marginali nella politica economica del duo Berlusconi-Romani.
La seconda notizia, sempre del 23 maggio, commenta la seduta al ribasso della borsa di Tokyo penalizzata dalle vendite sui titoli delle società che producono macchinari per costruzioni a seguito del downgrade di un broker e per i timori legati all’economia globale. Ma – questa la novità – c’è un’importante correzione alla tendenza riscontrata: crescono le quotazioni delle società che producono pannelli solari, in base all’indiscrezione riportata da The Nikkei Business per cui il governo nipponico questa settimana potrebbe annunciare l’introduzione di una norma che rende obbligatori i pannelli solari su tutte le case di nuova costruzione entro il 2030. L’annuncio potrebbe essere fatto dal primo ministro Naoto Kan in occasione del G8 che inizierà dopodomani, giovedì 26 maggio. La notizia ha fatto salire i titoli del settore quotati presso la Borsa di Tokio in particolare quelli di Sharp.
Alla fine del 2010 il Giappone era il quarto Paese al mondo nel fotovoltaico con una potenza installata di 3,622 GWp (1GWp installati l’anno scorso). L’obiettivo del Governo è quello di raggiungere una potenza di 23GWp alla fine del 2020. L’accelerazione dello sviluppo del fotovoltaico è la naturale conseguenza dell’incidente presso l’impianto di Fukushima che sta spingendo il Paese a rivedere i propri piani di sviluppo energetico. La scelta di sostenere lo sviluppo degli impianti sugli edifici è abbastanza scontata, visto che gli impianti residenziali rappresentano oggi il 95% delle installazioni giapponesi.
Che dire allora dei nostri governanti e come aspettarsi da loro uno scatto di dignità, una fiducia nella democrazia e nella sovranità popolare, mentre comprano voti in Parlamento e aspettano tremebondi – e si capisce perché – i ballottaggi di Milano e Napoli?
La prima riporta che a Roma in Parlamento il Governo pone la fiducia su un “provvedimento-trucco” che sospende per un anno l’attuazione del piano di ritorno del nucleare in Italia, per timore di andar incontro a una pesante sconfitta al referendum del 12 e 13 giugno. Incuranti di tutto, non solo del clima di ostilità che monta tra la popolazione, ma anche dello sconcerto seguito a Fukushima nel mondo scientifico e della riconsiderazione in corso sui piani energetici presso i Governi di Europa e del mondo, gli affari della lobby nucleare nostrana stravolgono le norme più elementari di democrazia, tacitano il Parlamento e vorrebbero privare il popolo della titolarità ultima sulle leggi della Repubblica. C’è in questa tracotanza tutta la debolezza di una scelta – il ritorno dell’atomo – fatta in alternativa alla diffusione e all’affermazione irreversibile delle fonti naturali, disincentivate invece e previste in quote marginali nella politica economica del duo Berlusconi-Romani.
La seconda notizia, sempre del 23 maggio, commenta la seduta al ribasso della borsa di Tokyo penalizzata dalle vendite sui titoli delle società che producono macchinari per costruzioni a seguito del downgrade di un broker e per i timori legati all’economia globale. Ma – questa la novità – c’è un’importante correzione alla tendenza riscontrata: crescono le quotazioni delle società che producono pannelli solari, in base all’indiscrezione riportata da The Nikkei Business per cui il governo nipponico questa settimana potrebbe annunciare l’introduzione di una norma che rende obbligatori i pannelli solari su tutte le case di nuova costruzione entro il 2030. L’annuncio potrebbe essere fatto dal primo ministro Naoto Kan in occasione del G8 che inizierà dopodomani, giovedì 26 maggio. La notizia ha fatto salire i titoli del settore quotati presso la Borsa di Tokio in particolare quelli di Sharp.
Alla fine del 2010 il Giappone era il quarto Paese al mondo nel fotovoltaico con una potenza installata di 3,622 GWp (1GWp installati l’anno scorso). L’obiettivo del Governo è quello di raggiungere una potenza di 23GWp alla fine del 2020. L’accelerazione dello sviluppo del fotovoltaico è la naturale conseguenza dell’incidente presso l’impianto di Fukushima che sta spingendo il Paese a rivedere i propri piani di sviluppo energetico. La scelta di sostenere lo sviluppo degli impianti sugli edifici è abbastanza scontata, visto che gli impianti residenziali rappresentano oggi il 95% delle installazioni giapponesi.
Che dire allora dei nostri governanti e come aspettarsi da loro uno scatto di dignità, una fiducia nella democrazia e nella sovranità popolare, mentre comprano voti in Parlamento e aspettano tremebondi – e si capisce perché – i ballottaggi di Milano e Napoli?
- scritto da Mario Agostinelli su "Il Fatto Quotidiano" del 27 Maggio 2011
martedì 24 maggio 2011
Assemblea iscritti Circolo
Giovedì 26 Maggio 2011 alle ore 21.00 è convocata l'assemblea degli iscritti SEL presso la sede in Via Gramsci 1 per discutere il seguente O.d.G.:
1) chiusura Pronto Soccorso Arona
2)organizzazione incontro con Mario Agostinelli sui quesiti referendari
3)relazione sull'incontro con il PD per eventuale partecipazione SEL alla Festa dell'Unità
Al 1° punto parteciperanno anche i compagni dei Circoli di Borgomanero, Arona, Galliate e Lesa
1) chiusura Pronto Soccorso Arona
2)organizzazione incontro con Mario Agostinelli sui quesiti referendari
3)relazione sull'incontro con il PD per eventuale partecipazione SEL alla Festa dell'Unità
Al 1° punto parteciperanno anche i compagni dei Circoli di Borgomanero, Arona, Galliate e Lesa
lunedì 23 maggio 2011
Acqua e nucleare......aspettando Pisapia
- Scritto da Mario Agostinelli
Care/i,
approfitto di questi pochi giorni di silenzio e di attesa per invitarvi a continuare ad impegnare il nostro cuore e la nostra testa in questa fase difficile, eppure decisiva. Il mio è un appello che unifica le aspettative di tutti i comitati che stanno lavorando nei territori per bucare il silenzio del Governo e per la riuscita dei referendum. Un forte abbraccio. Mario
“Aspettiamo con speranza l’esito delle votazioni, in particolare per la città di Milano. Tutti noi stiamo affrontando un periodo molto impegnativo, denso e
faticoso. Ma nei prossimi giorni si può aprire una fase di speranza a lungo costruita e non solo attesa, che attraverserà la scadenza dei ballottaggi e culminerà con i referendum del 12 e 13 dicembre. Una scadenza che il Governo vuole a tutti i costi scippare, ma che per noi è di importanza straordinaria.
Manca solo un mese al voto dei referendum, ma da tempo stiamo lavorando perché su acqua pubblica e sul rifiuto del nucleare si costruisca una alternativa di politica economica e industriale, di buona occupazione, di democrazia territoriale e di conservazione dei beni comuni. Qualcosa di finalmentedesiderabile, intenso e profondo nello scenario politico e sociale, che collega le lotte per il lavoro alla sostenibilità e desiderabilità di un futuro fin qui esorcizzato dalla povertà del dibattito quotidiano.
E’ evidente che la fatica si fa sentire oltre che, come ci siamo detti più volte, i nostri avversari ci stanno combattendo come possono e che l’informazione tende ad oscurare la nostra esistenza.
Questo perchè non riescono a leggerci con i loro parametri – antinucleari e antiprivatizzatori, ma anche portatori di una feconda proposta di vita – ad incasellarci nelle classiche dinamiche, non capiscono come un movimento che risiede nei territori possa essere arrivato ad essere così forte, a porre delle questioni in modo così radicale e determinato e a prefigurare il quorum in una contesa su cui si è fatto calare il silenzio più infame e spudorato.
Ormai i comitati per l’acqua e antinucleare lavorano insieme, fondono i loro racconti, potenziano convergendo le loro scadenze. La comunicazione prosegue, ovunque si lanciano iniziative, compaiono simboli, si attiva il passa parola. Ci sarà una grande catena umana attorno a Caorso per il 21 Maggio, si svolgeranno feste e spettacoli per l’acqua dai piccoli centri alle città, ci saranno notti gialle in tutte le province, si riempiranno tutte le piazze lombarde per il diritto a votare i quattro referendum senza inganni la domenica 5 Giugno. Per questo chiediamo a tutti/e di prepararsi ad affrontare questo ultimo mese con ancora più passione e determinazione. I nostri sforzi si dovranno raddoppiare, ma ne vale la pena”
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Politica & Palazzo
23 Maggio 2011 da "Il Fatto Quotidiano"
Nucleare, il governo pone la fiducia
per impedire ai cittadini di esprimersi
per impedire ai cittadini di esprimersi
L'esecutivo blinda il decreto Omnibus, che contiene il de profundis per il quesito sul ritorno all'atomo
Il 26 aprile scorso, a margine di un vertice con Sarkozy, Silvio Berlusconi aveva manifestato apertamente la volontà di bloccare il referendum sul nucleare per evitare una vittoria del sì: "Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire", disse il premier. Detto, fatto. E per evitare fronde e "scherzetti" in Parlamento, visto il momento tutt'altro che sereno per la sua maggioranza, ha scelto di blindare il decreto Omnibus (quello che contiene la moratoria) ponendo il voto di fiducia alla Camera. La conferenza dei capigruppo ha fissato per domani l’inizio della discussione, su richiesta del Pdl che ha giustificato il voto di fiducia per i “tempi ristretti”, come ha detto il ministro Elio Vito. Il testo del decreto è lo stesso uscito dal Senato e, oltre alla moratoria sul nucleare, comprende il reintegro del Fus e l’aumento delle accise sui carburanti
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